
Quando si scopre una gravidanza, la prima domanda arriva nei minuti successivi: a che punto siamo esattamente? Anche prima del primo appuntamento medico, la data dell’ultima mestruazione consente di stabilire un punto di riferimento affidabile per datare l’inizio della gravidanza e stimare il termine. Tuttavia, è importante comprendere cosa misura realmente questo calcolo e dove raggiunge i suoi limiti.
Perché il calcolo si basa sull’ultima mestruazione e non sulla concezione
Si potrebbe pensare che contare a partire dal giorno della concezione sia più logico. In pratica, la maggior parte delle donne conosce la data delle proprie ultime mestruazioni con molta più certezza rispetto al giorno esatto della fecondazione.
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Il calcolo parte quindi dal primo giorno dell’ultima mestruazione, anche se la gravidanza non è ancora iniziata in quel momento. L’ovulazione si verifica generalmente intorno al quattordicesimo giorno del ciclo, ma questo intervallo varia da donna a donna. Scegliendo un punto di partenza stabile, si ottiene un quadro di riferimento comune utilizzato da tutti i professionisti della salute.
Si può affinare questo punto di riferimento grazie al calcolo della gravidanza con Babys Corner, che dettaglia i passaggi per risalire a questa data e dedurre il termine stimato.
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Settimane di amenorrea o settimane di gravidanza: cosa misura ogni conteggio

La confusione tra questi due sistemi di conteggio si ripresenta ad ogni gravidanza. Non è da sottovalutare, poiché può spostare di due settimane la percezione dell’avanzamento.
Il conteggio in settimane di amenorrea
L’amenorrea indica l’assenza di mestruazioni. Si conta in settimane di amenorrea (SA) a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Questo è il sistema utilizzato nei referti medici, nelle prescrizioni di ecografia e nei calendari di monitoraggio.
Questo conteggio include quindi le due settimane prima della concezione. Quando si legge “12 SA” su un referto, il bambino ha circa 10 settimane di sviluppo reale.
Il conteggio in settimane di gravidanza
Le settimane di gravidanza (SG) partono dal giorno stimato della concezione, cioè circa due settimane dopo l’inizio dell’ultima mestruazione. Questo modo di calcolo corrisponde maggiormente allo sviluppo embrionale, ma è meno utilizzato in ambito medico francese.
Per passare da un sistema all’altro, si sottraggono due settimane alle SA. Ad esempio, 20 SA corrispondono a 18 SG.
- Le ecografie, i bilanci ematici e i monitoraggi di screening sono datati in settimane di amenorrea.
- Le applicazioni per il grande pubblico utilizzano talvolta le settimane di gravidanza, il che crea uno spostamento.
- Quando si comunica con un professionista della salute, si precisa sempre “SA” o “SG” per evitare qualsiasi ambiguità.
Calcolare il termine a partire dalla data dell’ultima mestruazione
Il metodo più diffuso consiste nell’aggiungere 280 giorni al primo giorno dell’ultima mestruazione. Questo numero corrisponde a 40 settimane di amenorrea. In Francia, il termine teorico è spesso fissato a 41 SA, cioè 287 giorni.
Si sommano quindi 280 a 287 giorni a seconda della convenzione utilizzata dal professionista. La differenza tra 40 e 41 SA dipende dai protocolli locali. Il più affidabile rimane di basarsi sulla data comunicata dopo l’ecografia di datazione.
La procedura concreta da seguire
Si individua il primo giorno dell’ultima mestruazione su un calendario. Si contano 40 settimane complete. Si ottiene una data stimata di parto, che sarà confermata o aggiustata durante la prima ecografia.
I calcolatori online automatizzano questa operazione. Si inserisce la data e lo strumento visualizza il termine, il trimestre in corso e talvolta le date chiave delle ecografie.

Cicli irregolari e limiti del calcolo per data delle mestruazioni
Il calcolo basato sulla data dell’ultima mestruazione presuppone un ciclo di 28 giorni con un’ovulazione al quattordicesimo giorno. Questa ipotesi è falsa per una larga parte delle donne. Cicli lunghi, cicli corti, ovulazione tardiva: la datazione basata sulla DDR sovrastima frequentemente l’età gestazionale quando i cicli sono irregolari.
Alcalcolatori recenti integrano un aggiustamento in base alla durata reale del ciclo. Se si inserisce un ciclo di 35 giorni invece di 28, lo strumento sposta automaticamente l’ovulazione presunta e corregge il termine.
L’ecografia del primo trimestre ricalibra tutto
La prima ecografia, effettuata tra 11 SA e 13 SA + 6 giorni, misura la lunghezza cranio-caudale dell’embrione. Questa misura fornisce una datazione affidabile a pochi giorni di distanza.
Quando la differenza tra la data calcolata in base all’ultima mestruazione e la misura ecografica supera una settimana, è la datazione ecografica a prevalere per fissare il termine. Questo punto ha una conseguenza diretta sulle decisioni di induzione in caso di superamento del termine: le raccomandazioni recenti insistono affinché la decisione si basi sulla datazione ecografica e non solo sul calcolo basato sulla DDR.
Screening ed ecografie: i riferimenti che derivano dal calcolo
Una volta fissato il termine, le date degli esami di follow-up si susseguono.
- Lo screening combinato per la trisomia 21 è consigliato tra 11 SA e 13 SA + 6 giorni, insieme alla prima ecografia.
- La seconda ecografia si colloca tra 22 e 24 SA, nota come ecografia morfologica.
- La terza ecografia è programmata tra 32 e 34 SA per valutare la crescita e la posizione del bambino.
Queste finestre sono calcolate a partire dal termine fissato, quindi indirettamente a partire dalla data dell’ultima mestruazione, eventualmente corretta dall’ecografia di datazione. Perdere una finestra di esame perché si è sbagliato di due settimane nel conteggio è un rischio reale quando si confondono SA e SG.
Il calcolo iniziale basato sulla data dell’ultima mestruazione rimane il punto di partenza di ogni monitoraggio della gravidanza, anche se sarà quasi sempre affinato. Ricordare questa data con precisione fin dall’inizio facilita ogni fase, dal primo appuntamento fino alla programmazione del termine. In caso di dubbi sulla regolarità dei vostri cicli, segnalatelo fin dalla prima consultazione: l’ecografia del primo trimestre contribuirà a dissipare l’incertezza.