Ogni anno, diversi milioni di inquilini ricevono un aiuto per l’affitto erogato dalla CAF. Affinché questi diritti siano aperti e mantenuti, un documento fa da collegamento tra il locatore, l’inquilino e la cassa: l’attestazione di affitto, formalizzata dal Cerfa 10842. Senza questo modulo compilato e firmato dal proprietario, il pagamento dell’APL, dell’ALS o dell’ALF è completamente bloccato.
Cerfa 10842: cosa richiede realmente il modulo al locatore
Il Cerfa 10842 non è una semplice conferma dell’importo dell’affitto. Il modulo richiede al locatore di certificare diversi elementi contemporaneamente: l’occupazione effettiva dell’immobile da parte dell’inquilino, l’importo dell’affitto al netto delle spese, la natura della locazione (vuota, arredata, in condivisione), la data di ingresso nei locali e l’esistenza o meno di un legame di parentela con l’inquilino.
Quest’ultimo punto è spesso sottovalutato. Un legame familiare tra locatore e inquilino può modificare, se non addirittura annullare, il diritto agli aiuti per l’affitto. La CAF utilizza questa dichiarazione per incrociare le informazioni e rilevare eventuali incoerenze con il contratto di affitto trasmesso dall’inquilino.
Non bisogna confondere questo documento con la ricevuta di affitto. La ricevuta dimostra che un pagamento è stato effettuato. L’attestazione di affitto, invece, è una dichiarazione della situazione locativa, orientata al calcolo dei diritti. I due documenti coesistono ma non rispondono allo stesso bisogno. Scaricare un modello di attestazione di affitto CAF permette di verificare che ogni voce sia correttamente compilata prima dell’invio.

Dichiarazione dell’affitto di luglio: l’appuntamento annuale che condiziona i diritti
Dal 2025, la CAF ha sistematizzato una fase che molti locatori trascurano: la dichiarazione dell’affitto del mese di luglio. Questo importo serve da base per il ricalcolo degli aiuti per l’affitto per l’anno successivo. La dichiarazione avviene tramite il Cerfa 10842 o direttamente dallo spazio locatore online su caf.fr.
Il calendario è serrato. La CAF invia generalmente i suoi promemoria tra settembre e ottobre, ma l’affitto di riferimento rimane quello di luglio. Un locatore che ritarda a rispondere espone il suo inquilino a una sospensione dei pagamenti, senza che quest’ultimo possa rimediare da solo.
Conseguenze concrete di un ritardo
La sospensione non è teorica. Quando la CAF non riceve l’attestazione nei termini, il pagamento dell’aiuto è congelato fino alla ricezione del documento. Per un inquilino il cui budget si basa in parte sull’APL, questo può generare un mancato pagamento dell’affitto, il che pone il locatore in una situazione paradossale: non compilando il modulo, rischia di non essere pagato lui stesso.
Tuttavia, l’inquilino ha delle possibilità di ricorso. Può mettere in mora il suo proprietario tramite raccomandata. Il rifiuto di fornire l’attestazione costituisce una violazione degli obblighi del locatore, e la CAF può intervenire direttamente presso quest’ultimo.
Spazio locatore online: cosa è cambiato nel 2026
La CAF spinge ora fortemente verso la dematerializzazione. Lo spazio locatore (o spazio partner) su caf.fr non si limita più alla registrazione dell’attestazione di affitto. Permette di dichiarare online una partenza di inquilino, un mancato pagamento o una modifica del numero di inquilini.
Questa evoluzione riduce il ricorso al Cerfa cartaceo, ma presuppone che il locatore abbia creato il proprio account e l’abbia associato agli immobili interessati. In pratica, i proprietari che gestiscono uno o due beni direttamente passano ancora spesso tramite il modulo PDF, per mancanza di attivazione del loro spazio.
- Creazione dell’account locatore su caf.fr con il numero di beneficiario dell’inquilino o il numero di pratica
- Registrazione diretta dell’attestazione di affitto senza download del Cerfa
- Dichiarazione di eventi locativi (partenza, mancato pagamento, fine gestione) dallo stesso spazio
- Monitoraggio dello stato di trattamento da parte della CAF, evitando solleciti inutili
Per i locatori che gestiscono più immobili, lo spazio online rappresenta un reale risparmio di tempo. Per un proprietario con un solo inquilino, il modulo PDF rimane funzionale, a condizione di rispettare i termini di invio.

Pagamento diretto dell’APL al locatore: il legame con l’attestazione di affitto
Quando l’APL è versata direttamente al locatore (cosa frequente nel settore sociale e sempre più comune nel settore privato), l’attestazione di affitto assume una dimensione ulteriore. Non serve solo ad aprire i diritti dell’inquilino: condiziona anche il circuito di pagamento.
Per ottenere questo pagamento diretto degli aiuti per l’affitto, il locatore deve trasmettere l’attestazione di affitto in aggiunta alla sua richiesta. Senza questo documento, la CAF mantiene il pagamento all’inquilino, costringendo il proprietario a riscuotere da solo l’intero affitto ogni mese.
Attestazione e alloggio convenzionato
Il modulo contiene una casella specifica per gli alloggi convenzionati (convenzione APL firmata con lo Stato). Questa menzione determina il tipo di aiuto erogato e il suo importo. Un locatore che segna questa casella per errore, o che omette di segnarla, falsifica il calcolo della CAF. L’importo dell’aiuto dipende direttamente dalla precisione delle informazioni dichiarate nell’attestazione.
I riscontri sul campo divergono riguardo alla facilità di correzione in caso di errore. Alcune CAF accettano una rettifica rapida online, altre richiedono un nuovo modulo completo. I tempi di trattamento variano a seconda dei dipartimenti.
Errori frequenti sull’attestazione di affitto CAF
Tre errori si ripetono regolarmente nelle attestazioni respinte dalla CAF:
- Indicare l’affitto spese incluse invece dell’affitto al netto delle spese, il che falsifica il calcolo dell’aiuto e porta al rifiuto del dossier
- Omettere la data di efficacia del contratto di affitto o indicare la data di firma anziché la data di ingresso nei locali, due informazioni distinte per la CAF
- Non firmare il documento o farlo firmare dall’inquilino, mentre solo il locatore (o il suo mandatario) è autorizzato a compilare e firmare l’attestazione
Questi errori sembrano minori, ma ciascuno può ritardare il pagamento di diverse settimane. L’inquilino non ha alcun controllo sulla qualità della compilazione: dipende interamente dalla scrupolosità del suo proprietario.
L’attestazione di affitto CAF rimane un documento amministrativo banale in apparenza, ma la sua compilazione condiziona il pagamento dell’aiuto per l’affitto, il circuito di pagamento e talvolta la relazione locatore-inquilino. Verificare ogni voce del Cerfa 10842 prima dell’invio, rispettare la dichiarazione annuale di luglio e attivare lo spazio locatore online sono tre riflessi che evitano la maggior parte dei blocchi.



